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Trama molto particolare e tenera

Kengah, un gabbiano, sta volando verso la terra ferma per deporre il suo uovo. Insieme al suo stormo si tuffa nel mare per cercare dei pesci, ma tornando in superficie si ritrova in mezzo ad una chiazza di petrolio, fuoriuscita da una nave, fortunatamente riesce a liberarsi e ad atterrare nel giardino di Zorba, un gatto nero.

Kengah, chiede a Zorba di farle tre promesse: evitare di mangiare l’uovo, prendersi cura del piccolo e insegnargli a volare. Zorba con altri gatti, cercano di salvala, ma Kengah muore, lasciando il suo uovo a Zorba, che se ne prende cura fino alla schiusa. Insieme i gatti decidono di chiamarla Fortunata, la gabbianella non capisce subito a quale specie faccia parte; ma i suoi amici gatti riescono a farglielo capire provando a farla volare. Dopo molte peripezie che coinvolgono dei topi crudeli, i gatti aiutano la gabbianella a prendere coraggio e a gettarsi dal campanile di San Michele di Amburgo, spiccando così il suo volo.

Nella foto sotto c’è il campanile di san Michele di Asburgo.

“Vola solo chi osa farlo”

Significa che durante la vita si può realizzare tutto quello che si vuole, basta essere davvero convinti in quello che si fa e, cosa più importante, credere sia in se stessi che nei propri ideali. In un’intervista Luis Sepulveda disse ‎‏ «La gabbianella, 'metafora dell’identità e della libertà ritrovata' ce l’ha fatta a riconoscersi tale e ha spiccato il volo.» Una frase che ci invita a riflettere sul coraggio e lui nella sua vita lo ha avuto.

Scrittore, giornalista e sceneggiatore, nonché attivista politico, Luis Sepùlveda è lo scrittore cileno più conosciuto al mondo. La sua capacità di raccontare storie sa toccare il cuore di tutti. Dietro la realtà incantata dei suoi racconti, si nasconde una vita segnata dal dolore. Si iscrisse al partito socialista, diventando guardia del presidente Allende. Con il colpo di stato di Pinochet , lui fu arrestato e torturato, messo in carcere sotto il regime militare di quest’ultimo, ma grazie all’Amnesty International, la pena fu tramutata in esilio forzato dal Cile. Quelle storie che ti avvolgono fino all’ultima pagina, che ti emozionano e che ti lasciano un segno indelebile. Nei suoi libri Sepùlveda descrive con semplicità il senso della vita, vissuta con coraggio, piena  di affetti e viva di ideali. Negli ultimi anni della sua vita ha vissuto in Spagna a Oviedo, è morto il 16 aprile scorso, di COVID-19, una malattia infettiva delle vie respiratorie.

Ha scritto molti libri tra cui ricordiamo "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", "Patagonia Express. Appunti dal sud del mondo", "Il vecchio che leggeva romanzi d’amore".