Scienza o religione? Questa domanda divide le masse fin da tempi assai remoti.

Un periodo di scontro molto importante tra religione e scienza fu l'Illuminismo nel quale, fortunatamente, si iniziò a credere che per spiegare il mondo, non bisognava più basarsi su credenze che non avevano alcun valore scientifico ma su tesi supportate dal pensiero critico.

La Chiesa nel Seicento ha condannato il pensiero di Galilei, che stabilì i campi di interesse della conoscenza umana ben distinti tra fede e scienza, reciprocamente autonomi e non in conflitto fra loro.

Galilei, dopo aver pubblicato le sue scoperte del 1610 nel “Sidereus Nuncius”, si dedicò alla ricerca e alla stesura delle sue opere come l’osservazione delle fasi di Venere con cui confermò l’ipotesi copernicana considerata eretica perché in contraddizione con il contenuto della Bibbia.

Così, Galilei pubblicò un’opera sulle macchie solari, nel 1614 ricevette una denuncia da parte di un sacerdote fiorentino, cui Galilei rispose con una lunga lettera.

Furono censurati i libri di Copernico e Galilei restò in silenzio per anni. Nel 1624 riprese a scrivere un’opera in cui si esaminavano la teoria tolemaica e copernicana avendo ricevuto il visto per la stampa dai censori della Chiesa di Roma, fu pubblicato con il titolo “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”. 

Galilei venne comunque processato per eresia e fu costretto ad abiurare.

Nella teoria sull’immagine del cosmo possiamo notare che Galilei aveva introdotto la teoria “eliocentrica” mentre la Chiesa continuava ad essere convinta della teoria “geocentrica” 

Inoltre c’è da sottolineare che la maggior preoccupazione di Galilei era di tenere ben separate le questioni scientifiche dalle affermazioni teologiche e non di smentirle. 

Nel verdetto dell’Inquisizione, solo poco più della metà dei giudici votarono per la condanna.

Nel 1994 papa Giovanni Paolo II riconosce gli errori della Chiesa, e dichiara ufficialmente nulla la condanna inflitta a Galilei nel 1633. una commissione speciale indetta dal Papa si conclude con la nota della Pontificia Accademia delle Scienze che riconobbe gli sbagli e riabilitò completamente gli studi dello scienziato Galilei.

Io personalmente condivido il fatto che debbano essere la scienza e la ragione a guidare il genere umano nei secoli e accetto che religione e chiesa agiscano sullo spirito umanitario che l’uomo spesso dimentica.